MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA A TRAPANI





Chi Siamo

Associazione La Salerniana

La Salerniana è un'Associazione Culturale no profit, fondata dal poeta Giacomo Tranchida nel 1979, che ideò un premio di pittura contemporanea le cui opere furono originariamente esposte negli spazi di Via Notar Salerno di Erice, da cui prende il nome l'Associazione.

In seguito la galleria ebbe sede nelle sale dell'ex convento San Carlo di Erice. Nel corso degli anni, l'Associazione ha promosso numerose iniziative prestigiose nel campo dell'arte contemporanea, attraverso rassegne, mostre personali e collettive, curate dai più grandi critici d'arte che hanno sempre presentato in anteprima movimenti, tendenz.e e personalità di alto valore artistico.
Infatti, dal 1982 al 1984 il critico e storico dell'arte romano Giorgio Di Genova curò, in collaborazione con Giulio Carlo Argan, Gilio Dorfles e Filiberto Menna, quattro mostre (Pittori dell'occhio, della mente e dell'immaginazione -Lo stagno di Narciso -I cento occhi di Argo -Arte e scienza, Ricognizione anni 1980-'85).
Filiberto Menna, storico dell'arte campano, dal 1986 al 1988 curò le mostre dal titolo: n meno è il più -Per un'astrazione povera, Pittura Scrittura Pittura, Medite"anea -n mare, i luoghi, i miti, l'ornamento nell'arte italiana d'oggi).

Successivamente, dal 1983 al 1986, Palma Bucarelli,Direttrice e Sovrintendente della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma focalizzò la sua attenzione su tre mostre personali di affermati artisti siciliani e nativi de11a provincia di Trapani dal titolo: Carla Accordi: opere 1965-1983 -Pietro Consagra: opere 1955-1984 -Antonio Sanfilippo: opere 1949-1971).
Rudi Fuchs, critico d'arte olandese, dal 1987 al 1990, curò due mostre (Incrocio ed Intuizioni nello spazio -Due possibilità reali e sognate). Achille Bonito Oliva, critico e storico dell'arte campano, dal 1991 al 1995 realiuò cinque mostre (De Europa, Paolo Uccello -Baltaglie nell'arte del XX secolo, Grande delubro, l'arte -La dimora dei corpi gravi -Tributo a Masaccio --Nutrimenti dell'arte).
Infine Luciano Caramel, critico d'arte e storico dell'arte lombardo, coordinò la realizzazione delle ultime mostre nella sede dell'ex Convento di San Carlo, dal 1996 al 2003 [Arte in Italia negli anni '70 -Verso i settanta (1968 -1970), 25° de La Salerniana -Galleria Civica D'arte Contemporanea, Arte in Italia negli anni '70 -Opera e comportamento (1970 -1974), Arte in Italia negli anni '70-Arte e ambiente (1974-1977)].
Il 13 agosto del 2004 venne inaugurata la nuova sede della Galleria civica di arte contemporanea, intitolata al senatore Giuseppe Perricone in collaborazione con il comune di Erice, che raccoglie, grazie anche all'attiva collaborazione degli artisti che negli anni hanno esposto a "La Salerniana", una collezione di opere che delineano le esperienze compiute da molte correnti artistiche della seconda metà del Novecento. Nel 2007 l'associazione presenta le nuove acquisizioni nella mostra curata da Patrizia Fe"i, critica d'arte e docente di Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nel febbraio 2010, curata dalla "Fondazione Federico II", le opere de "La Salerniana" sono state esposte a Palermo, nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale, con la mostra "Arte a palazzo".
Dal 2008 al 2015 le Opere de "La Salerniana" sono state custodite nel Museo di Arte Contemporanea di Gibellina.

Il Museo

Il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea

2015

Il Museo alla Vicaria

Inaugurato a Trapani il 19 dicembre 2015, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Giuseppe Perricone" è realizzaato al piano terra del seicentesco Palazzo della Vicaria. Espone 80 Opere della Collezione de "La Salerniana", costituita da 160 tra istallazioni e quadri che vanno dal 1950 ad oggi, degli artisti più rappresentativi dell'arte moderna e contemporanea.
Sono presenti artisti come Carla Accardi, Antonio Sanfilippo e Pietro Consagra esponenti del "Gruppo Forma l" che nel '4 7, con il loro manifesto, proposero una mediazione tra i due opposti linguaggi dell'arte italiana di quel periodo, divisa tra astrattismo e realismo ispirando, nell'arte delle avanguardie europee, l'astrattismo come simbolo della libertà non solo espressiva, ma anche culturale e sociale, considerati oggi tra i più importanti artisti italiani del '900. Inoltre troviamo Enrico Sirello ed Achille Pace, che nel 1965 insieme ad altri artisti organizzò la mostra -dibattito "Strutture significanti" che ispirò le avanguardie artistiche degli anni '60.
E ancora artisti come Rocco Salvia, Gianni Asdrubali, Antonio Capaccio e Bruno Querci, esponenti del movimento "Astrazione Povera" che con la loro "linea minimale" si contrappongono agli orientamenti del post-moderno ed alla transavanguardia. Tanti altri artisti sono presenti nella Collezione; solo per citarne alcuni : Lorenzo Guerrini, Claudio V ema, Luca Maria Patella, Nicola Carrino, Renato Mambor, Elio Marcheggiani, Turi Simeti, Giorgio Griffa, C. Lorenzetti, Luigi Boille, V asco Bendini, Gianfranco Baruchello, Antonio Scordia, Emilio Scanavino, Omar Galliani, Emilio Tadini, Pino Pinelli, Michele Cossyro.

Nozioni storiche

Il Palazzo della Vicaria

Nella via San Francesco, una delle strade diritte a ponente-mezzoogiorno nell’assetto urbano dopo il 1286, sorge un antico Palazzo. Palazzo denominato comunemente fino a qualche decennio addietro ‘A Vicaria/ La Vicaria, termine con cui in Sicilia si indica un Carcere, in quanto retto dal vicario ossia funzionario che esercita autorità in sostituzione di uno più ragguardevole.
Originariamente la superficie occupata da questo antico Palazzo Vicaria era divisa in proprietà sconnesse tra loro per la presenza di terrapieni delle antiche mura. Proprietà gradatamente trasformate ad uso di abitazioni e di botteghe o magazzini che si aprivano tanto sulla via San Francesco quanto nel retro sulla via Cassaretto. Edifici con il tempo aggregati ad un nucleo adoperato a Carcere, dopo opportune modifiche, come chiaramente gli esperti vedono dalla difformità dell’uso di materiali e di tecniche di costruzione. A questo nucleo di Carcere si aggregarono gli altri edifici per costituire, lungo tanti secoli, un unico Palazzo, pressoché trapezoidale, che fu completato con adeguato imponente cornicione.
Fin dal 1647 gravava a favore dei religiosi di Sant’Agostino della chiesa Santa Maria dell’Itria, per l’assistenza ai carcerati, un legato testamentario di Antonio e Michela Bosco, notabili originari di Salemi, un popoloso centro del trapanese. Nel 1655 gli eredi dei due testatori affittarono il Palazzo come Carcere e nel 1699 lo alienarono definitivamente ai religiosi di Sant’Agostino. Probabilmente il sisma del 1751-1752 provocò danni e furono necessari interventi di risanamento. Nel 1820 si attestano nei documenti lavori di riadattamento e nel 1828 i religiosi di sant’Agostino cedevano in enfiteusi all’Amministrazione della Provincia di Trapani il Palazzo ed i nuovi corpi di fabbrica viciniori via via aggiunti. In definitiva la struttura comprendeva una casa mezzalina/ intermedia di tale maestro Pietro Trinca, un magazzino trasformato per il corpo dei carcerieri, un’abitazione del custode, dove si pose poi la prigione delle donne, ed altre case confinanti verso sud-ovest. Una pianta prospettica del 1867 mostra un ulteriore intervento di ampliamento dell’intero complesso edilizio, nell’epoca in cui avvenne, per le note leggi di soppressione degli Ordini religiosi del 1867, il passaggio di proprietà allo Stato.
La gestione fu commessa dallo Stato all’Amministrazione della Provincia, praticamente unico titolare dell’immobile, che continuò ad adibirlo come Carcere affidandolo all’Amministrazione carceraria. L’Amministrazione della Provincia provvide fino ai primi del ’900 alla corposa ristrutturazione in quattro piani, compresa l’ultima sopraelevazione di recente costruzione al di sopra del cornicione di coronamento.
Nel 1965 si ha notizia della riconsegna definitiva da parte dell’Amministrazione del Carcere all’Amministrazione della Provincia, a seguito della costruzione del moderno complesso di Carcere, edificato ai limiti della compagine urbana della città nel rione popolare San Giuliano. Questo nome ora è invalso, emblematicamente preso assolo, ad additare il nuovo Carcere e l’intera zona malfamata.
Il vecchio Carcere ‘A Vicaria/ La Vicaria ha al suo interno un cortile, delimitato da corpose e tozze colonne di tufo, che fornisce luce agli ambienti, mentre all’esterno risultano poche altre finestre con grate di resistente ferro, ricoperte da alte e caratteristiche persiane fisse ed a spiovente per non permettere la visione diretta delle vie adiacenti.
Quattro i prospetti, ma quello che presenta un disegno unitario è prospiciente sulla via San Francesco d’Assisi, caratterizzato da quattro mastodontici telamoni. I quattro telamoni sovrastano sul portone d’ingresso, quasi nudi e con mani avvolgenti il capo a sostenere una trave ornamentale, telamoni in tufo dipinti di bianco, di cui le prime testimonianze si hanno assai di recente, anche se certamente appartenenti al disegno del prospetto principale ed alla antica destinazione a Carcere.

©2021 La Salerniana | Website by 79Websolution Web Agency Trapani